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Stefania, la dottoressa amica delle mamme e dei bambini

Il pallino per la pediatria, poi la passione per la nutrizione e l’esperienza nel campo dell’allattamento al seno, che grazie a due Borse di Studio da Ippocratica Dorica è diventata un progetto innovativo di lavoro

Provate a chiedere in giro che cosa sta dietro la sigla IBCLC. Probabilmente sarà difficile che qualcuno la conosca, almeno in questi termini. Sarà molto più probabile, invece, incontrare a Fabriano e dintorni molte mamme serene che, pur non conoscendo l’esatta declinazione in International Board Certified Lactation Consultant, sanno bene per esperienza quanto sia stato importante per loro il supporto di una consulente professionale in allattamento.

Una consulente come Stefania Brescia, giovane medico trentaseienne che dopo la specializzazione in medicina generale ha spostato i suoi interessi professionali sul fronte della nutrizione. Fin quando non si è imbattuta, seguendo un percorso personalissimo di tirocini, volontariato e formazione autonoma, nell’universo dell’allattamento al seno.

Originaria di Roma, dove si è laureata in medicina all’Università Campus Biomedico, ma ormai da anni residente nelle Marche per seguire il marito, Stefania è oggi una delle poche Consulenti professionali nell’allattamento ad aver conseguito il prestigioso diploma internazionale IBCLC: in tutta la regione sono solo in due. Nello specifico, lei segue le mamme dal preparto al post parto in consultorio a Fabriano, anche se nella sua attività di sostituzione pediatrica in un’area che va da Cerreto D’Esi fino a Visso, passando per Sassoferrato, Serra San Quirico, Matelica, Camerino, San Severino e Pieve Torina, le capita spesso di incontrare mamme in difficoltà con l’allattamento o che vogliono seguire corsi sull’alimentazione complementare. Un’ attività che svolge anche grazie al supporto della Borsa da Ippocratica Dorica dell’Omceo Ancona, che ha ottenuto nel 2017 e poi nel 2018: “Sì, questa Borsa è stata un grande aiuto per poter rendere sostenibile questa attività e questo progetto che mi sta molto a cuore: il mio desiderio è che un servizio di questo tipo possa essere garantito a tutte le mamme e a tutti i bambini”.

Ma di cosa si occupa esattamente una Consulente professionale nell’allattamento e, soprattutto, che cosa fa di diverso rispetto ad un pediatra?

“Spesso molti risvolti del tema dell’allattamento sono sconosciuti anche ai pediatri stessi – spiega Stefania Brescia – perché manca nella società la cultura dell’allattamento, mancano gli strumenti, il sostegno dal punto di vista tecnico specifico sul corretto attaccamento al seno, la valutazione della poppata e, più in generale, un supporto alla gestione ‘pratica’ dell’allattamento. Il pediatra cura la patologia ma non la fisiologia. La fisiologia ce la siamo un po’ dimenticata. Tuttavia, il medico oggi è chiamato anche a fare ‘saluto genesi’, a prevenire le patologie, cosa che spesso accade ripristinando quelle che dovrebbero essere le norme biologiche, qual’è, appunto, proprio l’allattamento”.

Eppure negli ultimi anni si è assistito ad una grande opera di incentivazione dell’allattamento materno…

“È vero, perché molti pediatri hanno lavorato bene su questo fronte e si lavora ancora molto. Poi però spesso negli ambulatori le cose non stanno così, bisogna vedere cosa accade nel lungo periodo: già dopo 4 mesi dalla nascita i tassi di allattamento si riducono molto e sono moltissime le mamme che abbandonano”.

Perché?

“Perché ci sono degli aspetti, delle difficoltà e delle situazioni che le mamme incontrano, che più in generale la famiglia che accoglie un nuovo nato incontra, che non si ha gli strumenti per superare. E questo spesso non viene detto o comunque il solo pediatra non sempre fornisce indicazioni utili per gestire questi aspetti non propriamente medici, semplicemente perché non fanno parte del suo ruolo”.

Sta dicendo che molte madri potrebbero allattare di più e meglio se seguite da una figura complementare come la sua?

“Dico che è impensabile che nel 2019 quella che dovrebbe essere la norma biologica è spesso ancora considerata una ‘fortuna’. Allattare non è solo nutrire: è una relazione che pone le basi del rapporto mamma-bambino. Le mamme che non allattano devono poi lavorare maggiormente per ristabilire le basi di questa fondamentale relazione che invece, con l’allattamento, sarebbe fisiologica e molto più naturale. Hanno degli ostacoli in più”.

Che valore aggiunto le hanno dato i corsi di specializzazione che ha seguito?

“In primis ho frequentato un a Roma un Master in Nutrizione riconosciuto dal Ministero della Salute. Poi mi sono interessata a queste tematiche studiando da sola per l’esame del diploma IBCLC, un esame molto duro che ti consente di avere questa importante certificazione di metodo. Sicuramente, a parte gli aspetti già noti e risaputi, moltissime cose che ho appreso sull’allattamento non le ho apprese dallo studio universitario, ma attraverso questo approfondito percorso di specializzazione, anche sul campo”.

E dunque come si vede da qui 5 anni?

“Non ho ancora accantonato l’idea di diventare pediatra e non escludo di tentare un giorno il concorso per diventarlo. Per il momento, vorrei poter dare continuità a questa esperienza consulenziale e nutrizionale, sperando che con il tempo diventi sempre più diffusa. Mi auguro una collaborazione sempre maggiore e in chiave multidisciplinare di tutte le figure coinvolte nell’allattamento: medici pediatri, neonatologi, consulenti, ostetriche, infermieri. Spesso è la disomogeneità delle informazioni ricevute che spiazza la mamma. Invece c’è bisogno di fare rete”.