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Camici contro le fake news

Il virologo del San Raffaele di Milano, Roberto Burioni, che da tempo si spende per la corretta informazione sui vaccini, analizza una serie di bufale o, come le definisce lui stesso, “balle mortali” che mettono in pericolo la salute della popolazione, abituata a reperire informazioni su Internet

Non solo vaccini, nel suo nuovo libro il virologo e
scrittore Roberto Burioni, prende in esame una
serie di bufale relative alla salute. E lo fa partendo
dall’ipotesi negazionista che sta spopolando sul
web, ovvero quella secondo la quale non sarebbe
il virus Hiv a causare l’Aids. Emblematica in questo
senso la storia di una madre che infettata dall’Hiv
non si cura e finisce per infettare la figlia. L’epilogo
é naturalmente tragico, perché muoiono entrambe.
Un caso limite come quello accaduto ad Ancona,
dove il cosiddetto “untore”, convinto dell’innocuità
dell’Hiv, ha infettato molte donne. Ma di storie di
questo tipo Burioni ne analizza diverse nel suo libro,
definendo queste teorie come “balle mortali” a sottolineare
proprio il rischio che corrono le persone
che si affidano ad esse ed ai ciarlatani piuttosto che
alla scienza. Bugie molto pericolose perché quando
riguardano la salute possono uccidere chi ci crede.

Ed ecco allora perché si verificano tanti casi plateali,
come quello della donna morta per linfoma, perché
si è affidata alle cure della Nuova Medicina Germanica
invece che a quelle dell’oncologo. Per non
parlare poi del caso Stamina, del metodo Di Bella,
del siero anticancro o del bicarbonato come rimedio
per le neoplasie.

Un altro capitolo del libro affronta il tema degli
antibiotici, su cui tanto si è scritto e tanto si sta
scrivendo ancora. Qui l’autore riporta la storia del
bambino di Cagli morto per l’otite curata con l’omeopatia
anziché con gli antibiotici. Un ambito, quello
degli antibiotici, sul quale occorre usare prudenza
rispettando un equilibrio che deve evitarne l’abuso,
che può risultare dannoso e promuoverne l’impiego,
quando necessario. Insomma di storie che
nascono dalla disinformazione ce ne sono molte e
l’autore le analizza con precisione con l’obiettivo di
smascherarle.

Ma come ci si cura? A questo interrogativo Burioni
risponde nella prefazione del suo libro affermando
che “gli uomini credono volentieri a quello che desiderano
sia vero”. Le persone ammalate e i loro familiari
sono vulnerabili e tendono a credere alle bugie
che gli vengono raccontate, in questo senso tocca
ai medici stabilire un rapporto di fiducia con i loro
pazienti così da condurli verso terapie efficaci, sottraendoli
dai ciarlatani. Una difesa, quella dell’autore
verso la salute, la ragione e la scienza per evitare
il prolificarsi dei ciarlatani, anche in ambito medico,
dal momento che in alcuni casi, ben noti, sono stati
gli stessi medici a spingere i loro pazienti verso queste
pseudo cure o pseudo teorie.

“Balle mortali. Meglio vivere con la scienza che morire
da ciarlatani”. Rizzoli Editore