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Investire su formazione e implementazione dei servizi

Sono le istanze poste dalla Fnomceo in tema di cure palliative pediatriche durante l’audizione alla Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, dove è intervenuto Fulvio Borromei, componente del Comitato Centrale della Federazione e Presidente Omceo Ancona

La palliazione non può continuare ad essere un tabù, piuttosto un principio medico che merita momenti di attenzione non solo sanitaria ma anche sociale e istituzionale ampi, diffusi, importanti per quantità di tempo dedicato e per la qualità del confronto da produrre. Un argomento, questo, che la FnOmceo sta seguendo in modo costante e che è stato riproposto in tutta la sua portata anche il 24 ottobre scorso in occasione dell’Audizione alla Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati dove è intervenuto, proprio in rappresentanza della Federazione, insieme al Direttore Generale Enrico De Pascale, Fulvio Borromei, componente del Comitato Centrale della FnOmceo, medicopalliativista e Presidente di Omceo Ancona.

L’incontro si è tenuto nell’ambito “Indagine conoscitiva sull’attuazione della Legge 15 marzo 2010, n. 38, in materia di accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore, con particolare riferimento all’ambito pediatrico” ed è stato utile a ribadire alcuni concetti chiave in tema di palliazione, soprattutto in riferimento al percorso da costruire in un futuro a medio termine. Borromei, pertanto, si è fatto portavoce delle istanze più urgenti della Fnomceo in materia, necessarie allo sviluppo di una cultura della medicina del dolore che possa essere ancora più capillare, e consapevole, nel tessuto sociale del Paese.

Investire sulla formazione, sulla comunicazione, sull’implementazione delle cure e dei servizi, con l’obiettivo di determinare un livello di omogeneità qualitativo e quantitativo su tutto il territorio nazionale: sono questi gli interventi che la Federazione ritiene urgenti per migliorare l’accesso degli italiani alle cure palliative e alla terapia del dolore, soprattutto in ambito pediatrico, e dare così piena attuazione alla Legge 38/2010. Ogni anno, in Italia, circa 30mila bambini abbisognano di cure palliative mentre tra gli adulti, 500 persone ogni centomila necessitano di tali cure: il 40% di esse è affetto da patologia neoplastica, il 60% da patologia non oncologica. “Questi grandi numeri – si legge nel testo depositato in Commissione da Fnomceo – ci debbono far riflettere su come bisognerebbe affrontare in maniera appropriata la problematica. Dobbiamo favorire e stimolare innanzitutto la diffusione del concetto del prendersi cura, dando anche la massima applicazione dell’art 4 della legge 38/2010 inerente alle campagne di informazione. In questo senso sarebbe opportuno promuovere l’accesso alle cure palliative anche attraverso campagne informative e formative rivolte ai medici. Anche la formazione, sia pre laurea che post laurea, è presupposto importante per un appropriato approccio terapeutico e di cura – continua il Documento – Tutte le società scientifiche, le associazioni professionali e l’università dovrebbero essere coinvolte in questo obiettivo di formare per diffondere ed applicare la Legge 38/2010. Inoltre, i Master in questa disciplina dovrebbero avere un riconoscimento maggiore ai fini dell’esercizio professionale”. Necessario, per la migliore applicazione della Legge, anche un coinvolgimento più marcato e attivo dei Medici di medicina generale e dei Pediatri di libera scelta, il cui ruolo va ridiscusso e contestualizzato con le rispettive organizzazioni sindacali, le società scientifiche e la stessa FnOmceo. “Se affermiamo che il principale luogo di fine vita dovrebbe essere il domicilio e questo in particolare vale per il bambino, non possiamo esimerci da una rimodulazione della strategia applicativa – ha ricordato poi Borromei durante l’incontro – Completerebbe questo percorso la realizzazione di un ospedale senza dolore attraverso progetti specifici, coinvolgendo i medici ospedalieri. Presupposto generale, ma importante – ha concluso sempre il rappresentante Fnomceo e Presidente Omceo Ancona – è che i compiti che vengono attribuiti al medico in ogni suo ambito lavorativo professionale debbano essere tutelati nel loro tempo clinico, di cura e di ascolto, depurandoli da tutte quelle lacinie che lo soffocano e lo denaturano. È importante infine anche costruire un habitat lavorativo appropriato per lo svolgimento delle attività professionali”.-