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Cure palliative: le Marche avanguardia nella terapia del dolore

Si è svolta sabato 10 giugno, all’hotel Excelsior- La Fonte di Portonovo, la Giornata nazionale delle cure palliative organizzata dall’’Ordine dei Medici della Provincia di Ancona..

 Si è svolta sabato 10 giugno,  all’hotel Excelsior- La Fonte di  Portonovo,  la Giornata nazionale delle cure palliative organizzata dall’’Ordine dei Medici  della Provincia di Ancona con la collaborazione della Federazione  degli ordini italiani e  la presenza di tutti gli attori in grado di ridare dignità, con la propria opera, al malato terminale.  Il focus centrale di questa IV edizione è l’assistenza ai pazienti pediatrici. Tra le relatrici Elvira Parravicini, neonatologa direttrice del Programma Comfort Care neonatale della Columbia University  Il leader dei camici bianchi dorici, Fulvio Borromei: “esiste democrazia  solo se si mettono al centro i più deboli”

 

 

“Il prendersi cura è la parola d’ordine per rivoluzionare la nostra società”. Si tratta di un’idea forte, ribadita dal Presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia di Ancona Fulvio Borromei, che  è anche il titolo del quarto convegno nazionale  sulle cure palliative, appuntamento  capace, dal 2014,  di rendere le Marche un’avanguardia italiana nel dibattito sul tema.

L’evento  si è tenuto questa mattina (sabato 10 giugno 2017) all’hotel Excelsior-La Fonte di Portonovo,  è stata affrontata  una delle principali missioni del medico moderno.  Sapersi prendere cura del malato quando quest’ultimo non può più guarire. L’Ordine dei medici e chirurghi della Provincia di Ancona e la Federazione Nazionale dei Medici Italiani (Fnomceo), hanno realizzato la più ampia rete degli attori impegnati  garantire a un sempre maggior numero di persone la salvaguardia del diritto alla salute. Fino alla fine.  “Un successo” dichiara Borromei, per il quale l’incontro è stato in grado di offrire contenuti etici mossi dal dovere di curare, urgenza morale prioritaria e irrinunciabile. Solo perseguendo  questo imperativo della deontologia medica  si potranno compiere progressi significativi e sostenere  davvero la presa in carico dei pazienti nello stadio finale della vita dando loro la possibilità di esprimere sentimenti, cercando  di alleviarne il dolore, comprenderne i bisogni, decodificarne i messaggi e  proporzionare le cure necessarie. A questo scopo-prosegue il leader dei camici bianchi dorici- è opportuno un profondo lavoro interno alla  nostra categoria  per disporre  le basi utili alla realizzazione di una rivoluzione etica nella quale la comunità rappresenti il terminale di ogni azione sanitaria”. Borromei ha poi dichiarato che “ esiste democrazia solo se si mettono al centro i più deboli” sottolineando “ il ruolo politico sotteso ai compiti dei diversi operatori coinvolti in questo percorso e della complementarietà delle azioni di ordine psicologico, clinico, sociale, volte a riconsegnare decoro, umanità e dignità a  chi soffre. Da anni ormai-continua il leader dei camici bianchi dorici– chiamiamo a raccolta il mondo della medicina, le istituzioni e la società civile per chiedere loro  un impegno concreto che consenta al nostro Paese di mettere in atto, sin da subito,  i principi che garantiscono l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore” . Focus dell’edizione 2017 è  stata la capacità  di provvedere alle necessità dei pazienti terminali  pediatrici. Si pensa erroneamente che la discussione su simili argomenti non possa riguardare adolescenti  o neonati. Ma indagini recenti dimostrano che, delle 270.000 persone direttamente interessate dal fenomeno, 15.000 sono minori bisognosi di approccio palliativo e 7.500 sono bambini che necessitano di terapie specialistiche per alleviare le loro sofferenze. A discuterne, nel summit di Portonovo, è stata una delle massime esperte della questione, la dottoressa Elvira Parravicini, neonatologa, professore Associato di Pediatria Columbia University, direttore Programma Comfort Care Neonatale del Columbia University Medical Center a New York. “Il nostro mestiere è alleviare  il dolore” afferma la dottoressa “quello dei piccoli neonati e quello dei genitori. Ecco perché dal 2012 ad oggi c’è un incremento  considerevole di famiglie che vogliono avvalersi del nostro programma. Abbiamo tettarelle  e altri strumenti che permettono ai bambini di deglutire e di rimanere a contatto con la mamma, sentire sapori e odori, nutrirsi. E un team di esperti per assistere le ferite  chi sa che suo figlio non sopravviverà, ma ha comunque diritto a non soffrire”.  Ad ascoltare le novità su un tema che si sta sempre più affermando nella sensibilità collettiva, sono giunti centinaia di medici provenienti da ogni parte d’Italia. La professoressa  Chersevani, presidente nazionale di Fnomceo, presente all’iniziativa insieme all’intero Comitato Centrale della Federazione,   sottolinea l’esigenza per la professione di  occuparsi “non soltanto dell’applicazione delle regole, ma anche e soprattutto della relazione di cura.  “Ci stiamo muovendo in molti ambiti-continua la dirigente nazionale- mettendo in relazione diverse professioni coinvolte nella cura dei pazienti terminali. Questo è un enorme passo avanti di cui le Marche sono protagoniste”. Ad impreziosire  l’iniziativa la presenza del Rettore dell’Università Politecnica delle Marche Sauro Longhi e  del direttore generale degli Ospedali Riuniti Michele Caporossi i cui interventi sono stati incentrati rispettivamente ai valori dell’istruzione, della collaborazione e della sussidiarietà. Tra i contributi  dei relatori annoveriamo gli interventi di Rossana Berardi (Direttore Clinica Oncologica, Professore Associato Oncologia Medica UNIVPM Ospedali Riuniti di Ancona), Letizia Di Vincenzo, Membro Direttivo e Responsabile Servizio Accoglienza ANTEA Aurelio Filippini, Associazione ONLUS, Aurelio Filippini, Presidente IPASVI, Varese, Guido Marinoni, Componente Comitato Centrale FNOMCeO. A coordinare la mattinata, oltre al Presidente Borromei, la dottoressa Arcangela Guerrieri, Pediatra di Libera Scelta, Consigliere Segretario OMCEO Ancona.  Una simile mobilitazione della medicina è giustificata da una vasta massa di uomini e donne in condizioni di bisogno. Persone che rendono non più procrastinabile  l’avvio di una vera “rivoluzione del prendersi cura”.

Ancona, 10 giugno 2017

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